p 452 .

  4  .  La rivoluzione inglese:  un conflitto fra classi sociali vinto
dalla borghesia.
  
  Da:  A.  L. Morton, Come la borghesia conquist il potere, in  Saggi
sulla rivoluzione inglese del 1640, Feltrinelli, Milano, 1971.
     
         Contrariamente   a   quanto  sostenuto   dalla   storiografia
         liberale,  secondo  la  quale  la  rivoluzione  inglese  ebbe
         origini  essenzialmente  etico-politiche  (vedi  lettura  3),
         Arthur  L.  Morton  afferma  che  essa  fu  una  "guerra   di
         classe".  Di un suo celebre saggio sull'argomento  riportiamo
         alcuni passi relativi alle prime vicende rivoluzionarie,  nei
         quali  lo  storico  britannico, mentre fa un'attenta  cronaca
         dei  fatti,  distingue le varie forze politiche in  campo,  i
         loro programmi e la loro estrazione sociale.
     
p 453 .

Il  carattere fondamentale della rivoluzione inglese, reso oscuro  per
lungo  tempo sia dagli storici "whig" e "tory" che da quelli anglicani
e  non conformisti sta diventando, infine, abbastanza chiaro. Essa  fu
una  rivoluzione borghese, nel corso della quale la nuova  classe  dei
capitalisti  distrusse la macchina dello Stato feudale al  cui  centro
stava  la  monarchia e si afferm come classe dominante nella  societ
inglese:  il  fatto  che la rivoluzione non fu mai  portata  alle  sue
logiche  conclusioni non deve seguitare ad oscurare il  suo  carattere
reale pi del fatto che essa assunse frequentemente aspetti religiosi,
legali e costituzionali.
     Tentare   un'analisi   della  transizione  dal   feudalesimo   al
capitalismo ci porterebbe troppo lontano dai limiti di questo  saggio.
Sar  sufficiente  ricordare che nei primi  anni  del  diciassettesimo
secolo  si  era  arrivati  ad  una  crisi.  Da  una  parte  lo  stesso
feudalesimo  diventava sempre meno capace di risolvere i problemi  che
si ponevano: la vecchia classe dirigente, incapace di governare con  i
metodi tradizionali, non era in grado di trovarne di nuovi che non  la
trascinassero in difficolt ancora maggiori; dall'altra la  borghesia,
consapevole  della sua forza crescente, risultato della  sua  vittoria
sulla  Spagna e della nuova posizione dell'Inghilterra nella  politica
europea,  ed anche di una serie di progressi che avevano rivoluzionato
l'industria e l'agricoltura, non si accontentava pi di continuare  ad
essere,  come nel sedicesimo secolo, passiva sostenitrice  del  regime
esistente. Questa era la situazione durante il conflitto tra  i  primi
Stuart e i Comuni, conflitto che culmin nella convocazione del  Lungo
Parlamento nel 1640. [...]
     Nell'autunno del 1641 una ribellione in Irlanda port le cose  ad
un punto cruciale, poich un esercito doveva esser formato e si poneva
la  questione  di  chi  avrebbe  dovuto  controllarlo.  Le  due  parti
compresero che chi avesse ottenuto questo controllo sarebbe  stato  il
padrone della situazione e avrebbe approfittato della circostanza  per
eliminare  l'avversario. Dopo alcune settimane di dispute un tentativo
di arrestare cinque importanti membri del parlamento fall. Poco tempo
dopo questo insuccesso il re lasci Londra per York e ambedue le parti
cominciarono  allora  a  prepararsi  per  la  lotta  armata  che   era
chiaramente inevitabile.
     In  questa  lotta  le  linee di classe in cui  l'Inghilterra  era
divisa  sono oggi non meno chiaramente visibili di quanto  lo  fossero
agli uomini del tempo. La natura della divisione appare in primo luogo
nel suo aspetto geografico. Il Parlamento aveva l'appoggio dell'Est  e
del  Sud, zone ricche e relativamente sviluppate, e di quasi tutte  le
citt  di  qualche  importanza,  mentre  il  re  controllava  le  zone
retrograde  del Nord e dell'Ovest, dove il feudalesimo era pi  forte.
[...]   Generalmente  il  re  aveva  l'appoggio   della   nobilt,   e
probabilmente della maggioranza della borghesia terriera, specialmente
di quella che non aveva progredito molto nello sfruttamento dei propri
terreni  sulla  base della produzione di merci. Costoro,  con  i  loro
fittavoli e i loro servi, costituivano la base per la formazione di un
esercito  effettivo gi pronto. Il Parlamento aveva  l'appoggio  della
parte  "progressiva"  della  nobilt e della  borghesia  terriera,  di
quella parte cio che aveva saputo meglio adattarsi allo sviluppo  del
capitalismo,   della   maggioranza   dei   mercanti,   delle    classi
manifatturiere e professionali e dei gruppi pi politicamente avanzati
dei  contadini piccoli proprietari e degli artigiani. E'  chiaro  che,
quali  che  fossero  gli slogan sotto i quali la guerra  civile  venne
combattuta, essa fu essenzialmente una guerra di classe. [...]
     E'  chiaro  che  l'esercito del Parlamento aveva  un  grandissimo
bisogno  di  militari di professione di qualsiasi grado per inquadrare
le  sue reclute disordinate. Ed  pure chiaro come Cromwell fosse  uno
dei  primi  a comprendere che il re non sarebbe stato mai  battuto  in
questo  modo  e  che  gli uomini che si accontentavano  di  un  simile
esercito  non sarebbero stati in grado di portare la rivoluzione  alla
vittoria.
     Di  conseguenza  due  partiti cominciarono a formarsi  nel  campo
rivoluzionario.   Uno,   passato   alla   storia   come   quello   dei
presbiteriani, era il partito dei proprietari terrieri  e  dei  grandi
mercanti. I suoi capi erano i conti di Essex e di Manchester. L'altro,
quello  degli  indipendenti, riuniva a quell'epoca, oltre  a  frazioni
della  borghesia terriera e delle classi superiori urbane, i contadini
piccoli  proprietari, gli artigiani e tutti coloro  che  volevano  una
guerra totale e una
     
     p 454 .
     
     vittoria  decisiva.  Guidati  da Cromwell  essi  impostarono  una
lotta  per  allontanare i capi dell'ala destra e per creare  un  nuovo
esercito rivoluzionario. Essi raggiunsero entrambi questi obbiettivi e
l'esercito di tipo nuovo divent non solo lo strumento di una completa
vittoria  militare ma anche una palestra di educazione politica  e  la
base  principale  per  il partito della estrema  sinistra  che  andava
prendendo forma.
     Si  noter che tutti questi partiti si presentavano come  partiti
religiosi.  I  presbiteriani desideravano di sostituire  all'esistente
Chiesa  feudale  di  Stato  una nuova Chiesa  di  Stato,  come  quella
scozzese  governata  da  un'oligarchia di anziani  e  da  un'assemblea
generale. Gli indipendenti volevano una forma di governo della  Chiesa
meno  centralizzata  e  pi  democratica, che  permettesse  una  larga
libert  ad ogni singola congregazione e conseguentemente una notevole
tolleranza  religiosa. Diversamente dalla Rivoluzione  francese  e  da
altre posteriori rivoluzioni borghesi, la rivoluzione inglese prese la
forma di una lotta largamente religiosa. [...]
     Nel  1646,  quando  la guerra fin, gli uomini  dell'esercito  di
tipo  nuovo  avevano un'idea abbastanza chiara della  libert  per  la
quale  essi  avevano  combattuto, e  questa  loro  concezione  era  in
conflitto  sia  con  quella  dei  presbiteriani  che  con  quella  dei
"gentiluomini  indipendenti", ovvero "i grandi" che  si  raggruppavano
attorno  a  Cromwell  e  a  Ireton  [Henry  Ireton,  favorevole,  come
Cromwell,  ad  una  monarchia moderata che  mantenesse  inalterate  le
gerarchie  sociali]. Di conseguenza si form un terzo partito,  quello
dei   livellatori,  con  un  programma  di  democrazia  radicale   che
comprendeva  un  allargamento  del  suffragio  elettorale,   frequenti
convocazioni del Parlamento, uguali divisioni elettorali,  libert  di
parola e di coscienza e una lotta frontale alle decime, ai monopoli  e
ai  privilegi  sia  borghesi  che  feudali.  I  suoi  capisaldi  erano
l'esercito  e  le  masse  londinesi. In tutto  questo  la  rivoluzione
inglese  stava  seguendo soltanto le leggi normali di  sviluppo  della
rivoluzione borghese in ogni parte del mondo. Cominciata con una larga
alleanza  di  classi  sotto  la guida dell'alta  borghesia,  la  lotta
risveglia  ed  educa  le  masse cos che nel momento  in  cui  i  ceti
superiori  pensano  che  l'opera  della  rivoluzione  possa  ritenersi
finita,  queste chiedono che le parole d'ordine progressive  sotto  le
quali  la  lotta fu condotta, divengano realt. Ne consegue una  lotta
per  il controllo della rivoluzione, lotta che termina con la vittoria
della  destra  alleatasi  con  alcune frazioni  della  classe  feudale
dominante, contro la quale era originariamente scesa in guerra.
